Bibliografia
Terzogenito di William, il piccolo Alfred è un bambino pauroso e solitario, con pochi amici: questi elementi, assieme alla avversione per la polizia (maturata in seguito ad un episodio della sua infanzia che lo vede rinchiuso per punizione in un commissariato) saranno molto presenti nei suoi film.
Riceve una rigida educazione religiosa, la sua famiglia è una delle rare famiglie cattoliche dell'Inghilterra, e viene mandato a frequentare il Collegio di Saint Ignatius, alla morte del padre abbandona il collegio proseguendo gli studi presso la scuola di Ingegneria e Navigazione laureandosi.
Da giovane Hitchcock è attratto molto dal mondo del crimine: collezionava saggi ed articoli ed era solito visitare continuamente il museo del crimine di Scotland Yard.
Trova il suo primo lavoro nel 1915 come disegnatore presso la Henley telegraph and cable Company, ma la sua prima occupazione nel mondo del cinema la ottiene nel 1920 presso un nuovo studio londinese, dove disegna i titoli di testa per film durante i due anni successivi.
Nel 1923 Hitchcock è assunto dalla Gainsborough Pictures dove si occupa di tutto, dalla sceneggiatura, ai disegni, dai titoli alle scenografie fino al montaggio e all'aiuto regia.
Finalmente, nel 1925 gli viene affidato il suo primo film da regista: The Pleasure Garden girato in parte sul Lago di Como.
Nel 1926, Hitchcock sposa Alma Reville. La moglie collaborerà come sceneggiatrice a molti dei suoi film. Alma e Alfred avranno una figlia, Patricia (1928) che collaborerà come attrice in alcuni dei film del padre.
Nello stesso anno gira il suo 2° film The Mountain Eagle, andato perduto. Il suo primo vero film di successo è Il pensionante, dove affronta per la prima volta una delle sue tematiche ricorrenti: l'innocente accusato ingiustamente di un crimine (lo ritroveremo in film più famosi quali Intrigo internazionale o La donna che visse due volte,...). Nel 1929, Hitchcock dirige Ricatto, suo primo film sonoro. Negli anni successivi dirige una serie di film di successo come L'uomo che sapeva troppo, Il club dei trentanove, Giovane e innocente e La signora scompare.
Diventato ormai il regista di punta del cinema inglese, nel 1940 viene chiamato a Hollywood da David O. Selznick, il produttore di Via col vento. Inizialmente Hitchcock deve dirigere un film sulla tragedia del Titanic, ma gli preferisce un altro soggetto, tratto dal bestseller di Daphne Du Maurier, Rebecca, la prima moglie che vince l'Oscar come miglior film dell'anno.
Nel giro di pochi anni dirige una serie di film indimenticabili: da Il sospetto a L'ombra del dubbio, da Io ti salverò a Notorius, l'amante perduta. All'inizio degli anni cinquanta passa alla Warner, con cui gira Delitto per delitto e La finestra sul cortile.
Nel 1955 inizia a produrre e a girare alcuni episodi del famoso telefilm Alfred Hitchcock presenta. Dopodiché una serie ininterrotta di capolavori: Il delitto perfetto, Caccia al ladro, L'uomo che sapeva troppo (remake dell'omonimo film del 1934 diretto dallo stesso Hitchcock), La donna che visse due volte, Intrigo internazionale, Psycho e Gli uccelli.
Nel 1976 gira il suo ultimo film, Complotto di famiglia. La mattina del 29 aprile 1980 muore stroncato da un infarto a Los Angeles all'età di 81 anni, avendo vissuto quasi un secolo di storia del cinema e attraversato tutte le tappe principali del mondo del cinema. Con la sua morte rimane incompiuto il film che avrebbe dovuto chiamarsi La notte breve (The Short Night).
Caratteristica comune a quasi tutti i film di Hitchcock, ad eccezione di quelli girati in Inghilterra nel periodo giovanile, è la sua presenza in almeno una scena. Il regista riferì che all'inizio della sua carriera si prestava per presenze casuali, laddove ci fosse stato bisogno di una comparsa; successivamente, le sue apparizioni cameo divennero una consuetudine scaramantica ed, infine, una specie di gioco per gli spettatori, che, ad ogni uscita di un nuovo film, dovevano cercare di individuare in quale inquadratura si fosse nascosto. Memorabili gli espedienti usati per le apparizioni nei film "claustrofobici", in cui il set era interamente costituito da un'unica scena ed era difficile inserire una "comparsata": ad esempio, ne I prigionieri dell'oceano, tutto girato su una barca di naufraghi, compare in una foto sulla pagina di un giornale; analogamente, ne Il delitto perfetto, che si svolge quasi per intero all'interno di un appartamento, lo si può riconoscere in una foto di compagni di scuola mostrata dal protagonista; in intrigo internazionale appare come passeggero di un autobus all'inizio del film.
La prima fu casuale, solo perché si doveva riempire lo schermo: di spalle, nella redazione di un giornale, in ”The Logder” (1926), il suo terzo film. Col tempo, l’apparizione di Hitchcock diventa una superstizione e poi un obbligo. “Oggi”, ha detto a Truffaut, “per permettere alla gente di vedere il film in pace mi preoccupo di farmi notare nei primi 5 minuti”. Da “Rebecca” in poi, compare in tutti. Due volte, impacciato da un violoncello, incontra un suo protagonista in una stazione (“Il caso Paradine” e “L’altro uomo”); spesso attraversa la strada (“Il sospetto”, davanti a Joan Fontaine, “Nodo ala gola”, nella prima inquadratura, “La congiura degli innocenti”) passeggia sul marciapiede (“Murder”, “Il club dei trentanove”, “Il prigioniero di Amsterdam”, “IL signore e la signora Smith”, “Paura in palcoscenico”, “La donna che visse due volte”) o si confonde tra la folla (a Marrakeck in ”L’uomo che sapeva troppo”, sulla riva del Tamigi in “Frenzy”). Una volta ha i baffi (il cowboy che porta la lettera in “Sabotatori”), una un cappello da texano (davanti all’ufficio di Marion in “Psyco”), una gabbia di uccelli (seduto sull’autobus di fianco a Cary Grant in “Caccia al ladro”) e una coppia di fox-terrier (“Gli uccelli”). Le più difficili sono state quelle nei film chiusi in un solo ambiente: in una foto su un giornale, a pubblicizzare una dieta dimagrante, nella scialuppa di “I prigionieri dell’oceano” e in una foto di vecchi compagni di scuola di Ray Milland nell’appartamento di “Il delitto perfetto”. Le più divertenti sono quelle di “L’ombra del dubbio” (il giocatore con tredici picche in mano in una partita di bridge su un treno), di “Notorius” (l’invitato alla festa di Sebastian che beve una coppa di champagne in un sorso), di “La finestra sul cortile” (l’uomo che ripara la pendola nella casa del musicista). L’ultima, in “Complotto di famiglia”, è una firma: solo la sua inconfondibile silhouette nera, dietro il vetro di un ufficio dell’anagrafe.